I nativo digitali

Ho un cugino di nome Andrea che è la copia sputata di David Parenzo, (il celeberrimo giornalista padovano), sono alti uguali, han la stessa montatura di occhiali ed anno perfino la stessa voce, l’unica cosa che mi rende certo di non essere parente del giornalista nonché conduttore radiofonico (della Zanzara con il grande Giuseppe Cruciani con il quale fanno una coppia di fenomeni) e televisivo (ha da un mesetto debuttato su rai3 con La Guerra dei Mondi) è che mio cugino ha soli 10 anni (compiuti ieri.. quindi AUGUUUURI). David ParenzoAndrea è il classico ragazzino (o bambino) un po’ fessacchiotto, non è mai stato una piccola peste anzi, è da sempre stato uno di quei bambini calmissimi che se li lasci in un determinato punto della casa (ad esempio davanti alla tv), ad una certa ora, dopo un’ora se non lo chiami per non so, scambiare due paroline con lui, resta li, buono buonino senza neppure cambiare canale, ma interessandosi perfino alle pubblicità più disparate che passano le emittenti. Andrea è un ragazzino che a mio avviso da grande diventerà qualcuno perchè è intelligentissimo, a scuola ha solo voti alti (ma questo alla sua età è facile), ed interagisce con gli altri con abile proprietà di linguaggio, tanto che spesso con le sue visioni alquanto alternative delle “cose della vita” ti lasciano basito perché sembrano cosi semplici e fattibili che quasi ti convince e comunque ti dice cose che non ti aspetteresti mai da un decenne.

Tuttavia, come tutti i ragazzini, anche il buon Andrea spesso fa i suoi capricci, tipo quando non vuol mangiare le verdure che la sua cara mammina (vegana convinta) gli impone, o quando di rifiuta di fare i compiti a casa, visto che lui le cose le sa gia perché è stato attento in classe (ed è vero, insomma fossi stato suo compagno di classe mi sarebbe stato alquanto antipatico). Qualche giorno fa ad esempio, era in una sorta di crisi totale, visto che non aveva la connessione internet in casa e non riusciva neppure a sgroccarmi il WiFi, quindi era li che vagava per casa con su solo un paio di slip di Superman e piagnucolava come il più insulso bambino rompipalle del mondo, (quei classici bimbi che ad un certo orario han sonno e diventano lagnosi a prescindere) chiedendo a mamma papà e fratellone dei consigli su cosa avrebbe potuto fare ma dopo aver rigettato le proposte dei suoi (la madre GIURO gli aveva detto di andare a raccogliere le carote dall’orto), si è messo a piangere con tanto di lacrimoni, manco gli fosse morto il gatto!

Cosi ho pensato bene di intervenire in prima persona, d’altronde si sa che mi piacciono i bambini e che riesco a relazionarmi bene con loro, (probabilmente perché con il cervello son rimasto alla loro età) e gli ho consigliato di leggere un buon libro, uno bello che gli avrei consigliato io, insomma.. non “uno di scuola” e dopo avergli assicurato che gli sarebbe piaciuto un sacco e che si sarebbe certamente immedesimanto nel protagonista, lui con fare da.. David Parenzo, mi risponde che i libri non fanno per lui e che non è colpa sua se fa parte della generazione dei nativi digitali, ma della società ed anche dei suoi genitori che l’han fatto nascere in quest’epoca!

Nativo digitale, un decenne che mi parla dei nativi digitali! Onestamente, non è che sapevo proprio bene bene bene, cos’è un nativo digitale, certo, lo si capisce ma appunto non avevo mai sentito questa espressione ed il fatto che me l’avesse detta Andrea il cugino decenne mi ha fatto sentire un po’ fuori luogo e a disagio.. ma poi ho preso il pallone e tutti vissero felici e contenti!

L’espressione nativo digitale è stata coniata dallo scrittore Marc Prensky nel suo libro Digital Natives, Digital Immigrants del 2001 e questa espressione è applicata a quelle persone nate e cresciute con le tecnologie digitali, come i telefonini il pc ed internet ed al nativo digitale è contrapposto l’immigrato digitale, ossia tutti coloro i quali son cresciuti senza tutte queste tecnologie ma che poi, volente o nolente si è dovuto adeguare ai tempi che cambiavano. Mark Prensky nel suo libro oltre alla facile contrapposizione tra le due figure sopracitate, accenna anche la presenza di una terza ed ultima figura, ossia i tardivi digitali, ossia quei soggetti che per pigrizia o per totale disinteresse, si ostinano a fare a meno della tecnologia, per ulteriori informazioni, cercate su internet o chiamate il mio cuginetto, ma possibilmente di sera, perchè di sera si annoia!

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