Piacevoli incontri inaspettati

Quando si è fuori dalla propria città, della propria nazione, non ci si aspetta in genere di incontrare persone che conosci, specialmente se sei andato via per pochi giorni.. per una vacanzina più o meno convenzionale!
Il fatto di trovarlo li, in compagnia, per me fu una cosa a dir poco eccezionale!
Mi trovavo a Bilbao per cavoli miei, erano più o meno le 15 ed ero più spaesato di un gatto in un canile, avevo problemi con la lingua visto che a malapena capisco qualche parola di spagnolo ed il basco mi pareva cinese ma non mi preoccupavo per niente.. anzi iniziavo ad avere un certo languorino, e se c’è una cosa che ho scoperto della Spagna è che si mangia abbastanza bene, a Bilbao in particolar modo!
Sapevo qualcosina di Bilbao, ossia che è rinomata per il baccalà, insomma andare a Bilbao e non mangiare il baccalà è come andare a Parigi e non guardare la torre Eiffel (che poi.. mi han detto non sia eccezionale.. ma questo è un altro discorso).
Decido quindi di entrare in un ristorantino che mi pareva molto carino, il Serantes, atmosfera rustica (ma con sedie di legno scomode e senza cuscino) e modi gentili, ma mi pareva perfetto per un frugale pranzo.
Scopro in un momento che il Serantes era pienissimo, pensavo che alle 15 fosse difficile pranzare, ma li c’era il pienone, e la cosa non so perché mi rasserenava, era rimasto un unico tavolo però e per di più era vicino al bagno ma avevo fame, e comunque sarebbe dovuto essere un pranzo a base di tapas e via e i tempi d’attesa eran lunghi, quindi accetto il tavolo da 4 (tra l’altro) e mi accomodo.
Inizio a pensare che l’idea di aver accettato il tavolo fosse stata una cattiva idea visto che c’era un gran viavai di gente “bisognosa” accanto a me, ed ogni volta che si apriva la porta del bagno entrava in sala un freddo colossale, ma sarei dovuto andar via a momenti quindi, prendo il menu sperando di capirci qualcosa ma era tutto in basco, ossia un fottìo di nomi lunghissimi farciti di x.
Alzo lo sguardo quindi per cercare un menu internazionale quando vedo la cameriera Patricia venire verso di me con uno strano sorrisino quasi imbarazzato, con se c’erano due ragazzi ben vestiti di chiare origini asiatiche, e mi chiede in un inglese più incerto del mio se quei due ragazzi avessero potuto mangiare con me al tavolo perché i tempi d’attesa erano lunghi ed insomma occupavo un tavolo da 4.
Li per li mi sentivo oltraggiato, perché mai avrei dovuto accettare di mangiare con due giapponesi, sarebbe stato imbarazzante visto che non avremmo sicuramente avuto granché da dirci, quando come per incanto scopro che uno dei due era Hidetoshi Nakata!

Hidetoshi Nakata, una leggenda in Giappone, un calciatore famosissimo anche in Italia che ha giocato anche nella Roma, insomma.. in un momento tutto cambiava, quindi senza pensarci due volte accetto!
Hide (tra amici di fa chiamare così.. pronunciato all’americana pero.. AID insomma..) capisce subito che son italiano quindi cerca di mettermi a mio agio, parlandomi in italiano (tra l’altro non lo parla più benissimo come quando era in Italia, ora è fortemente contaminato da accento e termini spagnoli) e mi presenta il suo amico (un po’ ambiguo) Guillame, (si legge pronuncia Ghiòm, lo sanno tutti) un ragazzo molto dolce con modi di fare un po’ troppo femminili, che parlava solo francese e che scoprirò solo poi essere un grandissimo figlio.. .. del meltin pot.
Hide mi dice subito che lui è un suo amico che nato a Yamanashi ma che a 5 anni con la famiglia si è trasferito in Francia, che le loro madri andavan a scuola assieme in Giappone e che insieme han deciso di percorrere il cammino di Santiago visto che entrambi eran in cerca di risposte e pensavano che fare questa esperienza sarebbe servita loro per trovare tutte le risposte.
Tra me e me li invidiavo un sacco, da sempre sogno di fare il cammino di Santiago però non ho mai trovato il coraggio per farlo, specialmente da solo, cioè penso che sia una cosa da fare per se stessi, però in compagnia!
Hide inizia a chiedermi cosa ci facevo a Bilbao e cosa avevo visitato, Bilbao è stupenda!
Patricia, la cameriera (nata a Valladolid lo so perché Hide gliel’ha chiesto) viene da noi e con il suo inglese fai da te ci chiede se avevamo già deciso cosa mangiare, Hide subito mi chiede di ordinare per tutti ed io con un atteggiamento un po’ da sborone dico fiero “TAPAS por favor”!
Patricia sorride e Guillame che fino a quel momento aveva solo detto il suo nome mi guarda con fare severo e mi dice “aquí se llaman pinchos” ma li per li non avevo capito, Hide comincia a ridere ed io fingendo di aver capito annuisco.
Secondo me quel Guillame parlava male di me o comunque faceva strane battutine visto che mi guardava e poi diceva qualcosa in francese a Hide che prontamente rideva. Bah..
Il Serantes è un bel ristorantino pensavo.. nell’aria c’era allegria, una musichina carina di sottofondo (che Shazam non riconosceva) e palpitante attesa per los pinchos che dopo 20 minuti 20 non arrivavano!
Dopo circa mezz’ora la biondissima e sorridente Patricia arriva con Pinchos di tutti i tipi profumatissime e coloratissime, sembravano buonissime.. tanto buone che avrei voluto provarle tutte.. quando ad un certo punto una strana canzoncina disturba l’atmosfera godereccia che si era venuta a creare, (Guillame a parte) una canzone strana, che conoscevo alla perfezione, era la suoneria del mio telefono.. Ma Baker di Boney M, quindi chiedo scusa dovevo proprio rispondere e dico loro simpaticamente di non finire tutto sarei tornato li a momenti.. almeno cosi credevo visto che cosi non è stato!

In realtà quella suoneria era la mia sveglia.


Maledetti sogni incompiuti!

.. chissà com’eran los pinchos de bacalao!

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